Di Eduardo De Filippo

Personaggi ed interpreti
Guidone ERNESTO MARLETTA
Beppe TONIO DE LEONARDIS
Maria MARIA SGOBBA
Corrado ANTONIO LANERA
Rosaria ANGELA ANTONACCI
Alberto Stigliano DINO LORIZIO
Arturo FRANCO VINELLA
Tappezziere VINCENZO MONTARULI
Elena Stigliano CARMELA ANDRESINI
Signora Fucecchia ANNALISA CASTRO
Signora Mucillo MARIALISA L’OLIVA
Bugli NICOLA D’ECCLESIIS
Fotografo VINCENZO MONTARULI
Michele Cuoco RAFFAELE RAMIRRA
Carmela ROSA CURCI
regia di Nico Manghisi
Scenografie: “Chiaro e Tondo” di Piero Giliberti
Costumi: Maria Lanzilotta – Anna Roncone
Amplificazione e luci: ”Light and Sound” – Noci
Trucco: Mariella Mastronardi
Acconciature: Vincenzo Andresini
Organizzazione generale: Paolo Silvestri – Tonino Contento
Operatori video: Studio fotografico Ladogana
Ringraziamo sentitamente la Ditta MANGHISI MOBILI per l’arredamento della scena

Esaurita quasi del tutto l’esperienza del teatro umoristico, dopo aver sciolto il fortunato sodalizio con il fratello Peppino e la sorella Titina, Eduardo cominciò a nutrire maggiori e più differenziate ambizioni di commediografo. La sua attenzione di Artista, sul finire degli anni ’40, si orientò verso gli aspetti etico-sociali, le sventure e le miserie, le ingiustizie e le incomprensioni di un mondo, quello dei potenti vessatori, della media borghesia ipocrita arrivista ed ignorante, quello degli sconfitti, un mondo che comunque già da tempo lo aveva coinvolto e disincantato sul piano umano. Sicuramente le commedie di questo secondo periodo contribuirono più delle altre a fare di Lui il ”grande Eduardo”, il’ Maestro, l’Autore conosciuto, amato e rappresentato in Italia ed all`estero. L’amara visione della vita, la malinconica comicità, il freddo realismo sia pur mitigato dalla speranza, danno colore, sfondo e sostanza ad umane vicende vissute sulla scena con intensità e passione, muovendo da ciò che di più intimo e grandioso si racchiude nel nostro animo: i sentimenti e le emozioni. “MIA FAMIGLIA” fu rappresentata la prima volta nel gennaio del ’55, ed e una fra le opere più emblematiche di questo periodo eduardiano; non è una commedia di quelle che fanno ridere né una di quelle che fanno piangere, semplicemente in essa i personaggi vivono la loro storia e la loro vita, e nella vita, si sa, si alternano fatalmente i momenti di gioia ed i momenti di amarezza. Nessuna caratterizzazione dei personaggi quindi, ma la vicenda assolutamente realistica di una famiglia in cui l’eterno tema del conflitto fra padre e figli, nonché fra marito e moglie, viene presentato, trattato e poi lasciato alle conclusioni del pubblico. Eduardo, infatti, che moralista non era, non definisce da quale parte stanno la ragione ed il torto, ma dimostra, questo sì, come l’incomprensione, la confusione ed il chiudersi in se stessi possano minare l’unità di una famiglia anche quando nei componenti di essa non mancano certo, anzi sono ben radicati, i più sani ed elevati principi morali. Proprio come avviene nella famiglia di Alberto Stigliano, personaggio che si erge statuario fra i tanti del Maestro, per molti versi somigliante al suo autore soprattutto per la rassegnata, spoglia, nuda umanità, difesa da una corazza di pudori inespressi e di sanguinanti ribellioni. Abbiamo amato subito questa commedia, fin dalla prima lettura e poi sempre di più durante le prove, per l`attualità della vicenda, per la bellezza psicologica di alcuni personaggi, per la sua complessità che ha stimolato in noi la voglia di misurarci con un teatro più impegnato, per una ulteriore prova delle nostre possibilità interpretative ed espressive. Apriremo il sipario con la trepidazione che ogni esame mette addosso, sicuri comunque di esserci preparati con tutto il nostro impegno, e soprattutto con la gioia, intima e grande, di incontrarVi un’altra volta.
nico manghisi
