«L’umorista tra l’altro è uno che istintivamente sente il ridicolo dei luoghi comuni e perciò è tratto a fare l’opposto di quello che fanno gli altri. Perciò può essere benissimo in hilaritate tristis e in tristitia hilaris, ma se uno si aspetta che lo sia, egli se è un umorista, può arrivare perfino all’assurdo di essere come tutti gli altri “In hilaritate hilaris e in tristitia tristis” perché, e questo è il punto, l’umorista è uno che fa il comodo proprio: è triste o allegro quando gli va di esserlo e perciò financo triste nelle circostanze tristi e lieto nelle liete. » (Achille Campanile)





Non poteva Achille Campanile, con la sua peculiare ed originalissima produzione umoristica, non indurci in tentazione o rimanere assente dall’elenco degli Autori da portare in scena, soprattutto per il nostro continuo sforzo di offrire al pubblico un teatro di varia tipologia e scrittura, nonché di misurarci con nuove tecniche recitative. Dai suoi romanzi “Il povero Piero” e “La moglie ingenua, il marito malato” trassi la drammaturgia per due atti unici che andarono in scena nel maggio del 2000. I dialoghi e le situazioni paradossali tipiche del teatro dell’assurdo dense di una comicità nuova e moderna, che il nostro pubblico aveva cominciato ad apprezzare, determinarono un successo tanto appagante quanto inatteso. Al debutto Fabio Nitti e Tonia Cisternino.




Nel settembre dello stesso anno, ricorrendo il centenario della nascita di Eduardo, in qualità di Presidente della So.C.R.A. e con il convinto sostegno del Presidente della Cassa Rurale ed Artigiana Avv. Augusto Dell’Erba, organizzai un talk-show durante il quale diversi autorevoli personaggi intrattennero il pubblico di un gremito Teatro So.C.R.A.Te. parlando del grande Artista napoletano, delle Sue connotazioni caratteriali e, soprattutto, delle Sue grandi qualità di attore, regista e drammaturgo. La serata fu condotta da Michele Mirabella coadiuvato dalle due belle e brave attrici della Filodrammatica Arianna Leone ed Elvira Spartano. Intervennero: Margherita Di Rauso, attrice, Egidio Pani, critico teatrale della Gazzetta del Mezzogiorno, Ugo Ronfani, fondatore della Rivista teatrale “Hystrio” e all’epoca Presidente della Associazione Critici Teatrali Italiani, il Maestro Roberto De Simone, uomo di vasta cultura ed insigne musicista (autore e regista della famosa commedia musicale “La Gatta Cenerentola” messa in scena dalla Nuova Compagnia di Canto Popolare della quale fu fondatore e mentore), Sergio Solli, Antonio Casagrande e Linda Moretti, attori che avevano fatto parte della Compagnia “Il Teatro di Eduardo” e che, quindi, ebbero modo di raccontare, attingendo ai loro personali ricordi, aneddoti e divertenti accaduti di quel passato non sottraendosi, peraltro, alla disponibilità di recitarci qualcosa del loro repertorio. Toccante, vibrante e commovente fu il momento della poesia recitata da Linda Moretti accanto al ritratto di Eduardo ed a Lui dedicata. Era presente, fra gli ospiti, anche il mezzo-soprano Antonella Morea la quale, accompagnata al pianoforte dal Maestro De Simone, cantò alcune fra le più belle canzoni appartenenti al repertorio classico napoletano.
Dopo la divagazione dell’anno precedente con l’umorismo di Campanile, nell’aprile del 2001 tornammo all’antica, e mai ripudiata, tradizione di teatro popolare e dialettale, a ciò indotti anche dalla volontà di ricordare Eduardo nell’appena trascorso centenario della nascita con una delle Sue opere più divertenti. Rappresentammo, liberamente adattata in una variegata sonorità vernacolare sia castellanese che putignanese, la commedia “Ditegli sempre di sì”, scritta nel periodo luminoso e fecondo del Teatro umoristico “I De Filippo” e poi pubblicata, nella stesura definitiva, nel 1962. Affidai il ruolo del protagonista a Vincenzo Andresini, fratello della nostra primadonna Carmela, che fino ad allora aveva preso parte agli spettacoli della Filodrammatica in qualità di parrucchiere se si esclude una particina di secondo piano ne “L’imbroglione onesto” del 1990. Inutile dire che il pubblico accolse lo spettacolo con divertito entusiasmo determinandone il successo pieno e limpido.










Una riuscita e ben congegnata sinergia tra la Filodrammatica e la So.C.R.A. ci permise, nell’ottobre dello stesso anno, di realizzare la 3.a edizione del Festival nazionale di teatro “Stalattite d’oro” che vide in cartellone: la PICCOLA RIBALTA di Bari con “Se devi dire una bugia dilla grossa” di Ray Cooney, la COMPAGNIA DELLE STELLE di Roma con “Gambrinus” e “Omaggio a Totò” di Lino Moretti, la COMPAGNIA “LO SCALDABAGNO” di Roma con “Il Rinoceronte” di E. Jonesco, il TEATRO DEI DIOSCURI di Salerno con “Il colpo della strega” di F. Graham. Nella serata conclusiva, durante la quale alla Compagnia “LO SCALDABAGNO” fu assegnato il premio quale migliore compagnia, oltre alla nostra replica di “Ditegli sempre di sì” il pubblico assistette ad uno spassoso atto unico di Eduardo dal titolo “AMICIZIA” messo in scena dal gruppo dell’attore napoletano Sergio Solli, ospite d’onore della manifestazione.
Mi piace ricordare che, durante la cena che concluse la serata, Solli mi disse “Mi è piaciuto molto il tuo lavoro e l’adattamento che ne hai fatto, e poi mi ha particolarmente colpito l’interpretazione della signora…come si chiama… quella che interpretava Teresa…” ed io “Carmela Andresini”? “Ecco sì. Ho il tuo permesso di farle una proposta di lavoro per lo spettacolo che sto preparando per l’anno prossimo?” “Figurati! Sarebbe una gran bella cosa per lei e per la nostra Compagnia!” La proposta ci fu, ma Carmela, sia pur tentata e lusingata, rifiutò per motivi familiari e di lavoro. Peccato…