Parte dodicesima: Il 25.mo anniversario

Nell’ampia sala della Chiusa di Chietri, domenica 28 settembre 2008, con un GRAN PARTY D’AUTUNNO festeggiammo il 25° anniversario di fondazione della Filodrammatica. I nostri attori, in costumi di scena, accolsero i numerosi partecipanti improvvisando gag e scenette in sintonia con il festoso avvenimento dando così inizio ad una indimenticabile serata che si articolò in diversi momenti di aggregazione e divertimento. Largo spazio fu dedicato alle danze con la musica dal vivo dell’orchestra “Jazz Moments” di Mino Lacirignola che ci accompagnò, in   piacevole sottofondo, anche durante la cena. Seguirono alcuni divertenti siparietti che videro all’opera vecchi e nuovi attori della Filodrammatica nei pezzi più riusciti del loro repertorio in una piccola antologia di spezzoni tratti dai nostri spettacoli.

Sintetica ma significativa fu la cronistoria della nostra Compagnia teatrale scritta e letta dal compianto Dott. Carlo De Bellis, uno tra i primi Dirigenti della stessa. Seguirono i saluti e gli auguri del Sindaco Prof. Franco Tricase e dell’Assessore alla Cultura Dott. Alfonso Carpinelli i quali, in tale circostanza ed a mia insaputa, manifestarono il loro intento di affidare al sottoscritto la Presidenza della Rassegna nazionale di teatro scolastico “Speranze giovani” intitolata a Maria Boccardi, incarico che avrei poi tenuto per i cinque anni successivi. Tra i tanti ospiti della serata ci fecero omaggio, con un pezzo del loro repertorio, l’attrice Giusy Frallonardo e l’attore-regista Vito Signorile del Gruppo Abeliano di Bari.

Per lo spettacolo successivo, andato in scena nell’aprile del 2009, fummo ripresi dalla nostalgia per il teatro di Feydeau, e la scelta cadde su un vaudeville che avevo visto in televisione nella interpretazione di Alberto Lionello ed Olga Villi dal titolo “La pulce nell’orecchio”. Una commedia scoppiettante, comica e trascinante, un vortice di situazioni esilaranti e paradossali, un tourbillon di trovate ed invenzioni come solo Feydeau poteva e sapeva imbastire, un classico del teatro comico di tutti i tempi, con la sua trama di sospetti, gelosie coniugali ed extraconiugali. In essa si trovano concentrati tutti gli elementi fondamentali del teatro di Feydeau: la solidità ed il rigore dell’intreccio necessario alla struttura del vaudeville e la logica demenziale che costringe i personaggi, come marionette impazzite, in situazioni sempre più complicate e dagli esiti esilaranti. E poi ancora i dialoghi con battute da antologia e continui giochi di parole. I debuttanti furono Adriana Coletta, Arianna Logreco e Angelo Barone. Pur avendo ricevuto diverse richieste per altre rassegne teatrali lo spettacolo fu replicato solo in un Festival estivo a Grumo in quanto, non avendo potuto contare sul contributo della Amministrazione comunale, le risorse finanziarie disponibili in quel periodo furono utilizzate per organizzare la 5.a edizione del nostro Festival nazionale “Stalattite d’oro” che si svolse nel Teatro So.C.R.A.Te. da febbraio a maggio 2009.

Un cartellone davvero di prestigio vide per la prima volta a Castellana le performances di quello straordinario gruppo, all’epoca pressoché sconosciuto, denominato “Rimbamband”. Il successo del loro spettacolo, dal titolo “Il sol ci ha dato alla testa” fu strepitoso anche perché il pubblico fu particolarmente colpito, sorpreso e divertito, dal loro nuovo modo di fare cabaret, varietà e ottima musica in un gustoso e misurato mix teatrale. Il Festival continuò con “Sogno di una notte di mezza sbornia” di Eduardo messo in scena dal “Teatro dei Dioscuri” di Salerno, e ancora con un bellissimo e coinvolgente dramma di Michael V. Gazzo dal titolo “Un cappello pieno di pioggia” presentato dalla Compagnia “Teatro al castello” di Foligno, e proseguì con una nostra replica de “La pulce nell’orecchio” e con la commedia comica di Marriott&FootNiente sesso, per favore” della Compagnia “Il Giullare” di Salerno, ed infine con la commedia di Dario Fo’Il diavolo con le zinne”, risultata poi vincitrice del Festival, presentata dal “Teatro dei Picari” di Macerata. Nella serata delle premiazioni, egregiamente condotta da Giusy Frallonardo, la nostra Filodrammatica propose una replica di “Cercasi tenore” ed il ricavato delle oblazioni del pubblico fu devoluto in favore dell’UNICEF per il progetto “Prevenzione dell’AIDS nei bambini africani”.

Una delle commedie più famose e spassose di Eduardo fu la scelta per lo spettacolo che presentammo nell’aprile del 2010 e che racconta le (dis)avventure di una sgangherata compagnia di giro napoletana. In “Uomo e galantuomo” la pazzia diventa scappatoia dalla menzogna usata per celare il tradimento, una scappatoia contagiosa e un ritornello per tutti gli attori, per i quali la recitazione diventa gioco di interpretazione della vita. Temi, questi, di vago sentore pirandelliano sia pur trattati, nella struttura del testo, secondo il modello scarpettiano della farsa tradizionale.

. Nella nostra messa in scena, pur rispettando a pieno la struttura, il linguaggio ed il testo originale, ci piacque aggiungere alcuni numeri di varietà, canzoni del cafè-chantant   e macchiette tratte dal repertorio del Varietà napoletano del primo Novecento. Tutti i brani musicali furono cantati dal vivo e accompagnati a piè di palco, come usava ai tempi dell’avanspettacolo, da una piccola orchestra formata da Angela Pascale al pianoforte, Franco Roppo alla chitarra, Elisabetta Pinto al flauto, Roberto Rizzi al violino. Completavano il cast Ada De Bellis Roppo che si esibì in un classico della canzone napoletana ed il balletto della Accademia della Danza e Spettacolo con le coreografie di Sandra Sacchetti. Lo spettacolo fu molto ben accolto dal pubblico ma conobbe una sola replica, nel Teatro Rossini di Gioia del Colle, perché ogni risorsa di cassa disponibile fu riservata alla trasferta che l’anno successivo avrebbe consentito alla Filodrammatica di partecipare ad un importante Festival internazionale in Bulgaria. Dirò di questo nella prossima puntata.