Allestire uno spettacolo all’anno, a volte anche due, significava per me leggere copioni su copioni, scegliere quelli a noi più congeniali e curarne l’adattamento in vernacolo, impostare il disegno delle scenografie, dare inizio alle prove che, in genere, non duravano meno di tre o quattro mesi, ed infine scegliere le musiche di scena, mettere a punto ogni altro aspetto tecnico, le luci, i costumi ecc. Tutto ciò diveniva man mano sempre più difficile da conciliare con gli oneri e le incombenze gestionali della Associazione che all’epoca annoverava circa trecento Soci; lasciai pertanto la Presidenza che venne assunta dall’impareggiabile Tonino Contento il quale, per circa vent’anni, avrebbe poi ricoperto tale carica con impegno, serietà, abnegazione e grande equilibrio. Altro pilastro sul quale faceva affidamento la struttura organizzativa e la gestione economica del Sodalizio era il Segretario Paolo Silvestri, puntuale, preciso, prezioso, coadiuvato da Franco Vinella, attento e meticoloso Tesoriere.
Il nuovo assetto delle cariche istituzionali mi consentì di dedicare più tempo sia agli spettacoli che ad altre attività specifiche della Direzione artistica previste dallo Statuto. Prima fra queste la formazione dell’attore. Pur continuando ad affermare convintamente la nostra vocazione di gruppo amatoriale (che comunque non significa affatto avere licenza di fare teatro con superficialità e pressapochismo), avevamo contezza che la crescita in qualità dei nostri spettacoli sarebbe stata più agevole se favorita dallo studio, dalle esercitazioni e dagli insegnamenti dei Maestri. Con il sostegno della Amministrazione comunale, allora rappresentata dal Sindaco Giangrazio Proietto, della Cassa Rurale ed Artigiana e di altri sponsor nacque così il 1° Laboratorio teatrale di durata biennale affidato al team del Teatro Abeliano di Bari. Queste le materie: Dizione, Esercizi fonetici (voce e respiro), Gestione del corpo e Mimo, Cenni di storia del teatro, Interpretazione del testo e Recitazione.
I docenti erano: l’attore-regista Vito Signorile, l’attrice Tina Tempesta e l’attore Franco Damascelli. Al Corso parteciparono quindici allievi sia di Castellana, tra i quali Angela Antonacci e Giusy Frallonardo, che avrebbe continuato a studiare presso la Bottega di Gassman fino a diventare la brava attrice di teatro, cinema e televisione che tutti conosciamo, e sia di altre città vicine, e si concluse con un bellissimo saggio finale dal titolo “Solitudini”.Nel gennaio del 1988 rappresentammo “Come si rapina una banca” di Samy Fayad, una divertente commedia dalla comicità un po’ surreale. Fu il nostro primo tentativo di recitare in lingua, tutto sommato riuscito e soddisfacente. Le new-entry furono Tina Giancola, allieva del nostro Laboratorio teatrale, Lucia Barba e Vanna De Michele.


Con la commedia “L’erba del vicino” da me scritta in tre atti ritornammo, nell’aprile del 1989, al teatro dialettale ed a quel tipo di comicità popolare che il nostro pubblico aveva mostrato di preferire. Lo spettacolo, che vide il debutto di Marigra Casulli, Angela Antonacci, Tonia Mastronardi e Giusy Frallonardo, ebbe molto successo e ci consentì di partecipare per la prima volta ad una rassegna teatrale fuori dalla nostra Regione, il Festival nazionale “Le Corti” di Pagani in provincia di Salerno dove vincemmo il “Premio gradimento del pubblico”. In quella occasione guadagnammo anche la stima e l’apprezzamento della Signora Eva Franchi, all’epoca Direttore artistico del “Festival d’arte drammatica di Pesaro”, la più importante manifestazione di teatro amatoriale nazionale che tante soddisfazioni avrebbe riservato alla nostra Compagnia negli anni successivi.





Nel ’90 rappresentammo una commedia del grande Raffaele Viviani, naturalmente adattata nel nostro dialetto, molto ben accolta dal pubblico: “L’imbroglione onesto”. Il gruppo degli attori, piuttosto nutrito, annoverava per la prima volta Tonia D’Amore, Giuseppe Pesole, Nicola D’Ecclesiis, Francesco Mastrosimini, Nicola Pagano e Piero Ivone.
Nello stesso anno, in qualità di Direttore artistico della Filodrammatica fui chiamato a rappresentare la stessa nel Comitato organizzatore della 1.a edizione della Rassegna di teatro scolastico “Maria Boccardi”.




Il mio compito, insieme al Prof. Franco Lestingi, incomparabile esperto di teatro per ragazzi, fu quello di selezionare gli spettacoli da ammettere alla Rassegna. Mi fu affidata anche la conduzione delle serate, incarico che disimpegnai con la collaborazione di Giusy Frallonardo e Vanna De Michele. Tra le Scuole castellanesi che parteciparono alla Rassegna fuori concorso ci fu anche la Scuola Media “Silvia Viterbo” con un atto unico, “Il valzer del defunto signor Giobatta” di Ermanno Carsana che preparai e diressi su incarico del Preside Prof. Francesco Mazzarisi. Affidai il ruolo di protagonista ad un ragazzino che mi parve subito ben “attrezzato”, un ragazzo che portai in Filodrammatica dove è cresciuto, dove è nata la sua vocazione che ha coltivato continuando a studiare con impegno e perseveranza fino a diventare attore professionista, Claudio Pinto, che a tutt’oggi è primo attore della COMPAGNIA ITALIANA DI OPERETTE.





L’anno successivo rappresentammo due atti unici tratti ancora dal teatro di Raffaele Viviani: “La figliata” e “Festa nuziale”. Quest’ultimo, ambientato in una piazza del centro storico, mi consentì di richiamare alla mente e poi rendere sulla scena fatti e personaggi castellanesi legati ai ricordi della mia prima gioventù: il banditore, lo spazzacamino Angiulin ‘a cimuner, i venditori ambulanti con le loro caratteristiche grida, il monaco “cercante” ed altri. Sicuramente si trattò, per linguaggio, trama, personaggi e richiami alla nostra cultura popolare, dello spettacolo più “castellanese” che abbia mai rappresentato. Molti nomi nuovi nel cast: Elio Ciuffreda, Francesca D’Aprile, Franco Dell’Erba, Leo Ramirra e Anna Rinaldi.