L’esistenza, fino alla prima metà del secolo scorso, di un TEATRO COMUNALE a Castellana, divenuto poi sede della “Scuola di Arti e Mestieri” e successivamente abbattuto per far posto alla Caserma dei Carabinieri, è testimonianza di una attività teatrale sia professionistica che amatoriale della quale sarebbe interessante ricercare documentazione, cartelloni ecc. Verso la fine degli anni ’40 e l’inizio dei ‘50 alcuni gruppi dilettantistici, pur non costituiti in modo stabile, dettero vita a spettacoli di prosa e varietà. Tra gli attori dilettanti dell’epoca possiamo ricordare Pierino Piepoli, Nicola Lorizio, il Prof. Giovanni Lanzilotta, Ciccio Clori (al quale fu poi intitolata la Associazione Filodrammatica che ancora ne porta il nome) ed altri. Uno dei registi fu Pietro Annese.

Verso la fine degli anni ’50 Giacomo Barbieri, trasferitosi a Castellana dalla natia S. Giovanni in Persiceto (BO), organizzò per la Festa del Socio della Democrazia Cristiana alcuni spettacoli di Varietà, dei quali ancor oggi si conserva memoria, e nei quali si ebbe modo di apprezzare le notevoli doti comiche, mimiche e canore di alcuni giovani castellanesi dei quali ancor oggi si tramandano le “gesta”. Pierino Valente (un vero cabarettista mancato), Attilio Magno, Nicola (detto Colino) Manghisi, Miro Salviola, Pierino Bianco (‘u barrist), i due grandissimi comici Giovanni Di Munno e Pinù Intini ed altri ancora furono, sulla scena, la testimonianza di un mondo giovanile che, dopo i disastri e i tormenti della guerra, esplodevano sulla scena la loro voglia di vivere, ridere, divertirsi in una spensieratezza mista a sana follia. Il commento e l’accompagnamento sonoro di questi spettacoli era affidato al M° Pietrino Lanzilotta, a Nicola Corbascio, al Prof. Michele Intini ed altri musicisti nostrani.

Nel ’64, in occasione della Festa della Matricola, Miro Salviola e Tommaso (Nino) Bianco (chimico analista prematuramente scomparso) scrissero una parodia di “Giulietta e Romeo” in cui un cast tutto al maschile (allora era proibito alle ragazze uscire di sera con i ragazzi) “narrava” la vicenda shakespeariana in versione comica, abusivamente e volontariamente travisata allo scopo, sicuramente raggiunto, di scatenare l’ilarità del pubblico. Ben cinquantaquattro divertenti parodie di canzoni allora in voga furono cantate dal vivo da “madonne” e “messeri” improvvisati ma in perfetti costumi di scena.
Le parti furono così distribuite:
il MENESTRELLO, Giuliano Di Munno/ BENVOGLIO, Mino Simone/
TEBALDO, Dino Lorizio/
VECCHIO CAPULETO, Luciano Magno/
MADONNA CAPULETO, Virgilio Valente/
VECCHIO MONTECCHIO, Rodolfo Petrosillo/
MADONNA MONTECCHIO, Guido Lilla/
ROMEO, Paolo Lorizio/
GIULIETTA, Nico Manghisi/
NUTRICE DI GIULIETTA, Giovanni (Nino) Bianco/
MERCUZIO, Michele Elia/
FRATE LORENZO, Armando Montanaro.

La rappresentazione, con le scenografie curate da Angela Latorre e Rosellina Bianco, ebbe luogo sul palco della palestra delle Scuole Elementari “G. Tauro” e riscosse un chiaro successo che, ancor oggi, è vivo nella memoria di chi vi assistette.
