liberamente tratto dalla commedia omonima di Hennequin e Veber

Personaggi ed interpreti
Rosa Figlia di Giacomo e Carmela. Appassionala seguace di Euterpe, ha molte (e legittime) curiosità sull’amore… ARIANNA LEONE
Luca Secondo Fidanzato di Rosa. Decisamente “ragno”! VICTOR CASULLI
Tonio La Fusina Lacrimoso aspirante marito di Caterina. Disposto a tutto… CLAUDIO PINTO
Giacomo Campanelli Insegnante (molto) elementare. Con “quei” pruriti… DINO LORIZIO
Carmela Cassone moglie (e tormento) di Giacomo. Vuole assolutamente dei nipotini! CARMELA ANDRESINI
Franchino Sardone Commerciante…africano! Ma è nato a Castellana ANGELO LONARDELLI
Peppino Cassone Fratello (e vittima anche lui) di Carmela FRANCO VINELLA
Caterina Soave ed ingenua figlia di Giacomo e Carmela. Appassionata seguace di Tersicore GABRIELLA MANGHISI
Fabrizio De Nittis Marito di Caterina. Sulla carta. Nel talamo…poi si vedrà! FABIO NITTI
Ninì Labellarte Pittrice. Ma la sua vera arte è la seduzione! ELVIRA SPARTANO
Filippo Labellarte Fratello di Ninì. Dipingere quadri… farebbe meglio a tinteggiar pareti! VICTOR CASULLI
Anna Dirigente allieva di Ninì. Tutta casa e… Azione cattolica! ISABELLA LACATENA
Marietta Promettente allieva di Ninì. Apprezzabile la buona volontà che mette… nella seconda attività TONIA CISTERNINO
Maresciallo C.C. FABIO VERDOLINO
regia di Nico Manghisi
Direttore di scena: LINO NACHIRA
Scenografia: DENI BIANCO
Acconciature e trucco FRONTIERA PARRUCCHIERI
Impianto luci e audio LIGHT & SOUND – NOCI
Servizi foto video PASQUALE LADOGANA
Organizzazione generale TONINO CONTENTO E DIRETTIVO FILODRAMMATICA

I tre atti, in cui le battute in vernacolo si alternano a quelle in lingua a seconda della caratterizzazione dei personaggi, sono tratti dalla commedia di Henneguin e Veber “NIENTE DA DlCHIARARE?“ rappresentata la prima volta nel 1906. Essa appartiene a quel genere teatrale, il “VaudeviIIe”, che a cavallo tra l’800 ed il ‘900 conobbe enorme fortuna in Francia per il favore incondizionato ed il consenso del pubblico che affollava divertito i Teatri dove veniva rappresentato, e che trovò i suoi vati negli Autori di cui sopra, e poi in Labiche, Bisson e soprattutto in Feydeau. Si tratta di commedie basate sugli equivoci, sui travestimenti, sui triangoli amorosi in cui il tradimento quasi mai viene consumato, sulla parodia, sulla messa alla berlina di vizi e debolezze di una borghesia costituita da personaggi senza un’anima ben definita e vestiti di sola esteriorità, e insomma su tutto quanto può concorrere a creare situazioni comiche ed esilaranti incastonate in trame dai meccanismi perfetti e funzionali al divertimento degli spettatori. L’adattamento della commedia che presentiamo ha conservato l’architettura e l’intreccio della pièce originale, ma ha ricreato le situazioni ambientali, la collocazione temporale e geografica nonché la caratterizzazione dei personaggi, divenuti più credibili, ripresentati in una veste comica più attuale e più aderente ai gusti del nostro pubblico. Lo spazio determinato dai molti tagli effettuati è stato colmato con nuove invenzioni, con scene ricche di battute e di simpatiche trovate che, ne siamo certi, garantiranno agli spettatori un paio d’ore di risate e divertimento. LA TRAMA. Per l’incauta intromissione di un doganiere il giovane avvocato Fabrizio non riesce, durante il viaggio di nozze, a diventare il marito della sua ingenua moglie Caterina. Di qui la viva contrarietà della suocera che invece pretende subito dei nipotini e che gli pone un ultimatum di tre giorni per assolvere ai doveri coniugali, e poi gli sforzi del poveretto per recuperare la sua dignità rivolgendosi, su consiglio di uno zio benevolo, ad una…esperta terapeuta, ed infine gli armeggi dell’ex fidanzato di Caterina che tenta di approfittare della situazione per riconquistarla. La situazione si complica a causa di certi ,senili pruriti del padre della sposa impegnato in una, improbabile storia con una avvenente pittrice molto abile nelle arti della seduzione e devota seguace di Venere, e poi, a colmare la misura, la presenza di un apparentemente fuori luogo di un esotico quanto singolare estralunato coltivatore di lamponi. La vicenda si aggroviglia per un insistito scambio di vestiti che alimenta equivoci a catena, e poi, quando la situazione sembra stia per precipitare, ogni cosa si aggiusta secondo le regole dei finali in cui tutti i personaggi sono destinati a “vivere felici e contenti…”
nico manghisi
