di Eduardo De Filippo

Personaggi ed interpreti
SISINA cameriera STEFANIA CISTERNINO
TERESA MURRI vedova GIODICE CARMELA ANDRESINI
GIOVANNI MESSA padrone di casa di Teresa DINO LORIZIO
LUIGI CROCE inquilino di Teresa FABIO NITTI
MARTA CHIESA assistente sociale ANNA LAPERTOSA
MICHELE MURRI fratello di Teresa VINCENZO ANDRESINI
ANNAMARIA figlia di Giovanni ARIANNA LEONE
ERMANNO amico di Luigi GIUSEPPE PASCALE
FRANCESCO GALLUZZI cugino di Teresa FRANCO VINELLA
ANTONELLA fidanzata di Ermanno FRANCESCA D’APRILE
BICE moglie di Francesco ELVIRA SPARTANO
TITINA cameriera TONIA CISTERNINO
GINO fioraio MIMMA LAERA
NICOLINO GALLUZZI fratello di Francesco NICOLA PAGANO
regia di Nico Manghisi
Scenografie DENI BIANCO
Costumi IL GRUPPO
Direttore di scena GIUSEPPE PASCALE
Impianto luci e audio LIGHT & SOUND- NOCI
Acconciature e trucco FRONTIERA PARRUCCHIERI
Servizi fotovideo PASQUALE LADOGANA
Organizzazione generale TONINO CONTENTO E DIRETTIVO FILODRAMMATICA
Adattamento: NICO MANGHISI

Dopo diversi anni, dopo aver presentato nuovi repertori che ci hanno consentito di misurare e sperimentare le potenzialità interpretative del nostro Gruppo nonché la risposta del pubblico a proposte che si scostavano non poco da quelle delle origini, invogliati anche dalla opportunità di ricordare Eduardo nell’appena trascorso centenario della nascita, portiamo in scena quest’anno, liberamente adattata in un variopinto vernacolo castellanese e putignanese , la commedia DITEGLI SEMPRE Dl Sl’, una delle opere più note e divertenti dell’Artista napoletano, scritta nel 1927, nel periodo più fecondo del Teatro umoristico” l De Filippo ” che vedeva riuniti nella stessa Compagnia Eduardo, Peppino e Titina. Un ritorno al teatro d’autore, quindi, per riproporre ancora una volta il verismo del teatro eduardiano dopo un excursus tra le folgoranti battute dei personaggi di Cooney e i divertenti equivoci dei “vaudevilleurs” di Hennequin, tra le spiritose marionette di Carsana e le paradossali invenzioni di Campanile, cercando e trovando in questi diversi generi teatrali sia gli spunti per nuovi esercizi interpretativi che gli stereotipi di personaggi non dotati di particolari connotazioni psicologiche ma costruiti e funzionalmente impostati al solo scopo di divertire la platea. Anche il teatro di Eduardo prima maniera propone personaggi ai quali è affidato il compito di tar sorridere gli spettatori, ma in più essi incarnano uomini e donne la cui identità psicologica risulta ben definita, sia protagonisti che nei caratteristi. Essi, dichiara provenienza dalla realtà quotidiana, vengono collocati sulla scena per raccontarsi e raccontare vita vera e vissuta. Per raccontare le loro sofferenze alternate ai momenti di felicità e rappresentare un caleidoscopio di varia umanità popolare che alla miseria contrappone la speranza, alle viltà reagisce con impensabili grandezze, alle ingiustizie risponde con la saggezza dei giusti. Si ride non per meccanismi ed espedienti teatrali predisposti allo scopo, ma per le stesse evenienze e nelle stesse circostanze che a ciascuno di noi possono capitare, e capitano, in un qualsiasi momento della nostra giornata. il divertire, nel teatro di Eduardo, non è lo scopo primario. Viene prima il personaggio, la sua storia, il suo pathos ed il suo destino nel fatto teatrale. Forse anche per questo la Sua comicità non è mai spensierata, ma venata di sottili tristezze. Michele Murri, il protagonista della commedia che Vi proponiamo, è affetto da insania mentale. Torna a casa dal manicomio perché apparentemente guarito, ma non è vero, tanto che il suo conseguente comportamento trascina familiari ed amici in situazioni che, originate da equivoci a catena, si ingarbugliano e si dipanano in modo da risultare estremamente originali e divertenti. Qui la figura del pazzo non e quella allegorica e caricaturale delle antiche farse, o quella delle tante storielle sui pazzi, ma è quella di un malato di mente che, come prima si sosteneva, e pur sempre un uomo. Condizionato dalla rigidità della sua logica maniacale e assolutamente incapace di cogliere le sfumature, le allusioni e l’ironia nelle parole che gli vengono rivolte. Prende tutto maledettamente sul serio… con quel che ne consegue! Sapendo quanto adorava le opere di Eduardo, dedichiamo alla memoria di Ciccio Clori questa ulteriore messo in scena della Sua Filodrammatica. L’applauso del pubblico, che ci auguriamo convinto e compiaciuto, unito nostro, grato ed affettuoso, questa volta sarà tutto per Lui.
nico manghisi

