“Cercasi tenore” commedia scritta dal contemporaneo Ken Ludwig, americano, e adattata in italiano da Jaja Fiastri, consentì alla Filodrammatica di spiccare il volo verso nuovi traguardi e di guadagnare l’attenzione ed il consenso di una platea più estesa e geograficamente lontana da quella “di casa”.
Andò in scena al So.C.R.A.Te. nel gennaio 2007 ricevendo i consensi incondizionati di un pubblico piacevolmente sorpreso dai ritmi, dalla vivace messa in scena e dalle divertenti invenzioni di una pièce densa di brillante comicità. All’esordio Luigi Colecchia, Daniela Intini ed Elisabetta Lovece. Lo spettacolo fu selezionato ed inserito nei cartelloni teatrali di diverse manifestazioni, sia pugliesi che nazionali, fra le quali l’11° Festival nazionale “Premio STELLA D’ORO” di Allerona (TR) dove vinse il Premio gradimento del pubblico col punteggio di 9,53 decimi, il Premio “Giancarlo Pancaldi” migliore Regia, il Premio STELLA D’ORO per il Miglior spettacolo. Al Festival teatrale “TEATRI…AMO” di Carosino (TA) vinse il Premio miglior spettacolo, il Premio per la migliore Regia, il Premio per la migliore attrice protagonista ed il Premio per la migliore attrice non protagonista.

Alla Rassegna IX Premio “Franco Angrisano” Eboli (SA), vinse il 1° premio Migliore spettacolo, il Premio miglior attrice protagonista, il Premio miglior attore protagonista, il Premio miglior attrice non protagonista, Premio speciale Giuria dei Giovani. Fu selezionato anche per la II edizione della Rassegna nazionale di teatro “Premio Anchise Marcelli” di Fabrica di Roma (VT), dove vinse: 1° Premio della Giuria, Premio alla migliore attrice co-protagonista, ed infine al Festival regionale “Puglia in scena” di Molfetta (BA) dove vinse il 1° Premio Migliore spettacolo ex-aequo e il Premio miglior attore protagonista. I suddetti premi furono appannaggio di Elvira Spartano e Mario Lasorella (protagonisti), Caterina Ramirra (non-protagonista), Arianna Leone (co-protagonista) ed il sottoscritto (regista), ma va detto che, per la coralità dell’impegno, la bravura, l’affiatamento e l’efficace gioco di squadra, tali riconoscimenti furono idealmente condivisi in egual misura, perché ampiamente meritati, con tutti gli altri attori e tecnici.
L’aver insistito con i corsi di formazione, comprensivi delle esercitazioni di fonetica e dizione, l’aver cercato con rigoroso impegno e perseverante serietà il perfezionamento delle tecniche interpretative, il grande entusiasmo, la fervida passione, tutto questo stava dando i frutti sperati e ci consentiva di collocarci, in special modo con le commedie musicali, tra le più quotate Compagnie italiane e di entrare in contatto con le più elevate espressioni di quel mondo culturalmente affascinante qual è il teatro amatoriale italiano. La Filodrammatica “Ciccio Clori”, grazie ad una Rassegna stampa nazionale che sempre più si occupava di essa in modo lusinghiero, ad una diffusa presenza sulle riviste di settore, a proprie iniziative culturali di spessore quale, ad esempio, il Festival teatrale “Stalattite d’oro” ormai decollato, quotato ed ambito dalle migliori Compagnie italiane, acquisì notorietà, prestigio e statura nazionale. A ciò contribuì anche la mia presenza nel Direttivo nazionale della UILT (Unione Italiana Libero Teatro) in qualità di Presidente della UILT Puglia nata per mia iniziativa nell’anno 2000, esperienza che mi consentiva di arricchire il personale bagaglio di cultura teatrale, dialogare con personalità di spicco, approfondire lo studio dei metodi di lavoro e delle filosofie operative.
Ma torniamo alla cronaca. Il tempo di rifiatare dopo lo spettacolo di gennaio ed eravamo già pronti per le prove del nuovo lavoro, la commedia musicale “Se il tempo fosse un gambero” di Jaia Fiastri e Bernardino Zapponi con le musiche di Armando Trovajoli, che andò in scena nel maggio dello stesso anno.
Con un gioco di flashback, in un alternarsi di invenzioni, colpi di scena, trovate di schietta comicità, travestimenti, balletti e brani musicali di incredibile bellezza, la commedia racconta, in chiave decisamente spensierata e brillante, la nostalgia ed il rimpianto, il sogno di tornare indietro nel tempo, un sogno antico quanto l’uomo stesso, ipotesi affascinante, motivo ispiratore di generazioni di scrittori a cominciare da Goethe e ripreso da decine di epigoni, ultimi dei quali …noi.
Mario Lasorella, appena diciassettenne ma qual mattatore navigato, interpretò magnificamente ben tre personaggi accanto ad Elvira Spartano nel ruolo della protagonista, e poi Luigi Colecchia, Luciano Magno, Nicola Cardone, Leo Muolo, Stefano Campanella e Marisa Clori. Marisa, figlia di Ciccio Clori al quale è intitolata la Filodrammatica, accettò finalmente la mia proposta di tornare sulla scena dopo tanti anni, dopo il teatro del Pivot dei primi anni ’70 e dopo aver recitato insieme a me ai tempi del liceo. Le bellissime coreografie di Antonella e Sandra Sacchetti, i costumi di Antonio e Antonella Gorizia, le scene da me progettate e realizzate da Deni Bianco e un clima di rinnovata euforia fecero il resto. Anche questa volta il pubblico, divertito e soddisfatto, non mancò di manifestare il suo apprezzamento nelle tre serate di pienone con applausi a scena aperta.
Com’era nelle nostre speranze lo spettacolo fu selezionato per le manifestazioni alle quali fu proposto, e tornammo quindi alla Rassegna “Città di Trani” che quell’anno (in quanto rassegna) non prevedeva premi, e lo stesso dicasi per la Rassegna “Estate grumbestina” a Grumo Appula ed a Conversano. Nel dicembre 2007 fu selezionato per il Festival nazionale “Città di Montecatini” entrando quindi nel cartellone del Teatro “G. Verdi” dove si aggiudicò il 1° Premio della Stampa ed il Premio miglior attore protagonista.
L’anno successivo la Filodrammatica, con questa commedia, fu ammessa per la terza volta al “Festival nazionale d’arte drammatica” di Pesaro dove, come ho già detto altrove, gli spettacoli musicali vengono inseriti in cartellone ma partecipano fuori concorso. Inutile dire che questo ritorno nel “gotha” del teatro italiano non professionistico, oltre a procurarci immensa gioia, compensò ampiamente le fatiche, gli sforzi organizzativi e gli oneri economici affrontati. Oneri che, data la loro consistenza non sempre compatibile con la nostra situazione di cassa, ci impedirono di accettare diverse altre proposte, che pure ci erano pervenute, tra le quali una Rassegna nazionale a Rovereto (TN) ed un Festival in Sicilia, a Licata (AG), diretto da Fioretta Mari ed il cui Direttore artistico onorario era Andrea Camilleri.
