Recensione di Luigi Lunari di “Se il tempo fosse un gambero”

Caro Nico,

ho visto con calma il DVD del Gambero e ti dico subito la mia sincerissima opinione: in breve, perché quando le cose vanno bene c’è poco da dire (mentre quando ci sono cose che vanno male, il “da dire è molto più abbondante).

    Lo spettacolo è di eccellente livello.  Credo sia una di quelle iniziative possibili solo nella quieta vita della “provincia” italiana: nelle grandi città credo sarebbe impossibile radunare tanto gente, tanta gente appassionata, e disponibile per un lungo periodo di impegni e di prove.  Durante i miei pochi giorni a Castellana ho “sfiorato”” questo modo di vivere e di agire, nella vostra rassegna, e vi ho cordialmente invidiato.  Solo in una situazione di grande equilibrio, anche mentale, quale è impossibile nella cosiddetta frenetica vita moderna e metropolitana, si raggiungono i risultati che avete raggiunto voi con questo spettacolo/impresa.

    La riflessione su questi punti mi porterebbe lontano, e qui non è il caso. Torno allo spettacolo: spettacolo molto “ricco” (altra cosa impossibile a Milano); nel senso che le scene sono ben costruite, i costumi perfettamente adeguati, tutto è insomma perfettamente a posto, e non fa certo sentire la vostra ”amatorialità” come un qualcosa di serie B.   Sono andato su you tube a vedere scampoli di altri allestimenti dello stesso musical: e devo dire che il vostro non discapita affatto, ed è anzi decisamente migliore e più serio di taluni che ho visto riprodotti in tempi recenti.    Certamente, io ho in testa – e comunque mi è tornato alla mente – l’edizione di Montesano e Nancy Brilli. Naturalmente più “grande spettacolo”, ma tutto qui.  Devo dire anzi che (per non fare che un esempio) il vostro Poniatowski lo preferisco decisamente a quello di Gino Pernice, che – rivisto in you tube – mi è parso poco e male caratterizzato.

   La recitazione è ottima da parte di tutti: non vi sono parti fiacche, non vi sono sforamenti o effetti che finiscano sopra le righe.  Tutto – merito qui della regia – mantenuto in un piano di misura (che è la cosa più difficile nel teatro comico!).  La parte coreografica e musicale mi è sembrata tutto sommato migliore di quella in prosa: non tanto perché tutti i numeri sono realizzati con grande precisione e bravura, ma perché la parte dialogata non mi pare arrivi a una precisa scelta linguistica.  L’originale della Fiastri e di Zapponi imboccava decisamente la via del romanesco: cosa che voi, giustamente, non avete imitato.  Però il testo naviga un po’ a mezza strada, in un linguaggio non precisamente caratterizzato e definito.  Potevate farla in lingua pugliese?  Non credo.  Occorreva forse un più coraggioso intervento sulla lingua usata, dandole caratteristche “italiane” più precise e gustose. Così come è stato fatto per il personaggio di Poniatovski, nel suo gustoso eloquio, o la Cleofe nel travesti.

  Ottimi, come già detto, i costumi; ottime le luci, il ritmo impresso allo spettacolo, le coreografie… benissimo tutto: e capisco bene il successo!

   La distribuzione: Benissimo ovviamente Elvira Spartano, bene tutti,  Quanto al protagonista. può darsi che io abbia troppo in testa Montesano, ma ho faticato un poco ad “accettare” Mario Lasorella nei panni di Max.   Poi mi sono adeguato, anche grazie alle sue ottime qualità attorali: Ha grandi doti, grande presenza, grandi qualità mimetiche (eccezionale la sua Santa Pupa!) Alla fine sono arrivato a un compromesso: Montesano era forse un po’ troppo “grosso”, Lasorella è forse un po’ troppo esile.   Ma soprattutto ho visto in lui una straordinaria reincarnazione di Renato Rascel.   Ci hai mai pensato?  Su un attore con la sua personalità e le sue qualità, è anche lecito costruire o condizionare un repertorio.

   Fine. Credo di aver toccato tutti gli elementi (Dimenticavo: complimenti per la scelta di cantare dal vivo!)     Tutto comunque può essere discusso in maggior dettaglio, e chissà che non ci capiti l’occasione di farlo.  Il mio parere – ripeto: senza la minima compiacenza di cortesia – è assolutamente positivissimo.

Scusa la fretta, ma volevo mantenere l’impegno di scriverti entro stasera.

      Un carissimo saluto a te, a tua moglie, a tutti.

                        Luigi Lunari