Nella galleria di personaggi castellanesi dotati di genio artistico figura a pieno titolo GIUSEPPE INTINI, più conosciuto semplicemente come PINÚ. Egli nacque il 16 marzo 1939 da Domenico e da Maria Stella De Bellis, sorella del noto ed illustre pittore castellanese, quotato a livello europeo, Sergio Nicolò. Da questi sicuramente ereditò l’estro creativo che in Pinú prese la strada del fumetto illustrativo, della immagine caricaturale con uno stile di disegno tra il comico ed il realistico che diventò la Sua cifra stilistica ideale. Pinù era un eclettico puro, perfettamente in grado di disegnare, appunto, il comico e il realistico con una qualità pressoché identica, cosa, questa, possibile solo a pochi, tanto da essere considerato uno dei più grandi disegnatori italiani del secondo novecento.





Quelli della mia generazione lo ricordano come attore di scenette comiche che scriveva e recitava in coppia con Giovanni Di Munno, l’amico fraterno scomparso giovanissimo, ma soprattutto come dirigente ed animatore nelle Associazioni di Azione cattolica. Una personalità poliedrica, una vera dinamo umana di iniziative che sembrava non poter mai esaurire la sua energia e la sua inventiva.
Appassionato delle vignette di Benito Jacovitti sul “Vittorioso”, il giornalino che si leggeva nell’Associazione cattolica, nonché da esse ispirato, all’età di ventun anni tenta il grande salto che lo porta a Padova dove, creando la serie di “Ciuffo e Mike” ed il primo esteso racconto “Riccio Flint e il tesoro dei suoi stivali“, di venti pagine, comincia la lunga e feconda collaborazione con il periodico “S. Antonio e i fanciulli” che diventerà nel 1963 il “Messaggero dei ragazzi”.
Nel 1968 pubblica “La tragica gara verso il Polo Sud“, un racconto storico di dieci tavole; nello stesso periodo in Germania pubblica “Ciuffo e Mike” (Schopf und Mike) nella edizione tedesca del “Messaggero di S. Antonio” che proseguirà fino al 1972 (45 tavole, di cui 38 inedite in Italia). Nello stesso anno pubblica in varie lingue la serie a striscia di “Fra’ Canario” e “I miracoli di S. Antonio” (23 tavole di episodi storici) seguìto da “L’eroe di Palidoro” (Salvo d’Acquisto), “Naufragio nello spazio” e “Don Vesuvio“. Oltre all’attività di illustratore e autore di fumetti sul “Messaggero dei ragazzi” di cui è capo-redattore, illustra una collana di libri per la gioventù, varie edizioni del diario scolastico “Lo Svegliarino” e collabora con l’editrice “La Scuola” di Brescia, in particolare per libri destinati all’insegnamento delle lingue. Nel 1970 pubblica la serie di 6 episodi, a sfondo mitico-storico, di “Ottavio da Castellana” per il periodico “Il piccolo milite”, durata fino al 1974 e pubblicata anche sul periodico castellanese “La Forbice”.


Nel 1972 sul Messaggero di S. Antonio, in edizione italiana per gli emigrati, pubblica “Le nuove storie di Bertoldo” (15 episodi da quattro pagine). Nel 1975 dà alle stampe la striscia umoristica “Redazione zero” su “Stampaveneta”. Nello stesso periodo, oltre a collaborare con il “Mattino” con vignette a carattere sportivo, è redattore di “Padova Sport”, un settimanale dedicato alla squadra di calcio di Padova, per il quale cura l’impaginazione e disegna vignette di grande vigore umoristico.

Nel 2007 un ictus interrompe i Suoi frenetici ed abituali ritmi di lavoro e pone inesorabilmente forti limiti alla Sua creatività. Muore il 10 agosto del 2019 ma la Sua arte continua a vivere ed a manifestarsi nella mente, nella fantasia e nelle mani di suo figlio Stefano, figura di primo piano e apprezzato disegnatore per il fumetto “Topolino” della “Disney”.
A questo breve profilo biografico allego alcune foto che Suo fratello Michele, apprezzato pianista ed insegnante di musica, mi ha gentilmente fornito. Una di esse, del luglio ’57, ritrae la Sua famiglia; un’altra ritrae Pinù, al centro con un pupazzo fra le mani (ovviamente di Sua creazione), insieme ad alcuni ragazzi dell’Azione cattolica della quale era dirigente; in un’altra, datata ottobre ’55, c’è Pinù con i pantaloni alla Zuava, all’epoca molto di moda, insieme ad un gruppo di personalità, fra le quali il Prof. Matteo Fantasia ed il Senatore Luigi Russo, in occasione della Mostra retrospettiva dedicata al pittore, Suo zio, Sergio Nicolò De Bellis a nove anni dalla Sua scomparsa; infine due istantanee di Pinù e due delle Sue innumerevoli e bellissime vignette.