Nel dicembre 2014 il tradizionale Concerto natalizio della Schola Cantorum ebbe una forma diversa dal solito perché dato al pubblico della Chiesa Madre in veste di spettacolo-animazione. I canti del repertorio furono infatti la colonna sonora di un racconto da me scritto e diretto che, partendo dalle antiche profezie, si concludeva con la nascita di Gesù. Preziosissimo fu il contributo del grande e compianto baritono Giovanni Guarino che, alla sola luce delle fiaccole e vestendo i panni di un Profeta, cantò magistralmente il “Dio di Giuda” dal Nabucco di Verdi. Ad altri componenti della Corale affidai i ruoli della tradizione. Un poetico balletto narrò infine il viaggio della Stella Cometa fino alla capanna di Betlemme intorno alla quale il Coro, alla sola luce delle candeline tenute nella mano da tutti i Cantori, intonò il brano finale, la “Ninna nanna” di Bonaventura Somma.













Su proposta ed incarico del Comitato Feste patronali, e ricorrendo il 325° anniversario del miracolo della peste a Castellana, sulla base dei documenti disponibili risalenti al 1691, scrissi un racconto animato della pestilenza e delle guarigioni che la tradizione popolare attribuisce alla Madonna della Vetrana da allora venerata quale Protettrice della nostra cittadina. La ricostruzione storica, da me diretta, dal titolo “1691- il flagello e il miracolo” fu rappresentata per il pubblico che gremiva la nostra Chiesta Madre il 16 gennaio 2016 suscitando ondate emotive sia per il contenuto mistico del racconto che per la bravura degli interpreti nel trasmettere con forza vibrante il “pathos” dei personaggi.












Il mio primo approccio con il teatro risale ad una recita scolastica del 1963, quando avevo sedici anni. Il nostro insegnante di Italiano ci diresse nella “Cavalleria rusticana” di Verga ed affidò a me il ruolo di Alfio. Il ruolo di Santuzza andò alla mia compagna di scuola Marisa Clori, figlia di Ciccio al quale tanto tempo dopo sarebbe stata intitolata la nostra Filodrammatica. Sarà il caso di scomodare i “corsi e ricorsi storici” di Giambattista Vico?
Fatto sta che da tempo meditavo di concludere la mia vicenda teatrale con la stessa opera con la quale avevo esordito. E così fu. Nei giorni 1-2-3 luglio 2019 nell’Anfiteatro della Scuola di Danza di Annalisa Bellini e con la mia regia andò in scena “Cavalleria rusticana”. Il mio adattamento, partendo dal dramma di Verga, prevedeva l’alternanza della prosa con il canto ed i balletti sostenuti dalle stupende musiche di Mascagni. Nel cast c’era ancora Marisa, ma come è ovvio, stavolta sosteneva la parte della mamma di Turiddu. E così il cerchio si chiuse. Definitivamente. O almeno così credo…








