Di Eduardo De Filippo

Personaggi ed interpreti
ROSETTA CARMELA ANDRESINI
LUCA DINO LORIZIO
FRANCHINO DOMENICO LANERA
PASQUALE FRANCESCO MANGHISI
TERESA TERESA TACCONE
NICOLINO RAFFAELE RAMIRRA
OLGA MARISTELLA ANNESE
VITUCCIO ANTONIO NANNA
LUIGI GIANVITO VITTI
VITTORIO NICOLA IVONE
IL DOTTORE PINO MASTROSIMINI
CARMELA ROSANNA MAZZARELLI
regia di Nico Manghisi
Scenografia: Ditta “DOMA KALE’ – ANNIBALE MAGNO, RAFFAELE RAMIRRA
Costumi: CARMELA ANDRESINI, MARIA LANZILOTTA, TERESA PERRONE, LAURA LONGO
Trucco: CRISTINA DI MOLA Acconciature: VINCENZO ANDRESINI
Amplificazione e Luci: Ditta LIGHT and SOUND – Noci
Organizzazione generale: ALBERTO DE LUCIA, GIOVANNI ROMANAZZI, TINA PACE E ROSANNA DE FONTE
«Questo mio lavoro ebbe la sua prima rappresentazione al Kursaal di Napoli il 25 dicembre 1931: allora non era che un atto unico, ed è tanto strana la sua storia che vale la pena di raccontarla. L’anno seguente al Sannazzaro, teatro della stessa città, scrissi il primo atto, e diventò di due. Immaginate un autore che scrive prima il secondo atto e, a distanza di un anno, il primo. Due anni fa scrissi il terzo, ma quest’ultimo non ebbi mai il coraggio di recitarlo a Napoli perché è pieno di amarezza dolorosa, ed è
particolarmente commovente per me, che in realtà conobbi quella famiglia. Non si chiamava Cupiello, ma la conobbi.
È la definizione scolpita del carattere di quelle povere
creature ai cui occhi il nostro sole fa risplendere persino le crude miserie della loro triste vita di tutti i giorni. Ed allora, per un bisogno istintivo di liberazione, vivono urtandosi, ferendosi a sangue, giungendo fino all’odio, perché il nostro sole ingigantisce anche la loro puerilità… ma si adorano, essi stessi non sanno quanto si adorano»
(Eduardo De Filippo, IL DRAMMA, n. 240, Torino, 1936).
NATALE IN CASA CUPIELLO, quest’opera meravigliosa del grande Maestro recentemente scomparso, inaugurò Fattività del “Teatro Umoristico I De Filippo” che vide riuniti insieme Eduardo, Peppino e Titina in un fecondo sodalizio che dal 1931 durò fino al 1944; ancora oggi, dopo tante rappresentazioni, la commedia conserva intatto il suo estro festoso, l’invenzione prorompente, l’osservazione arguta ed affettuosa venata di un’indulgenza che non di rado s’increspa in commozione.
L’autentica, pudica poesia supera i confini dialettali e lascia intravedere quella partecipazione umana alla vita che porterà più tardi Eduardo al dramma, alle opere dell’impegno sociale che Lo hanno già consegnato alla storia del teatro, una storia senza fine perché – come Lui diceva – ”Fino a quando ci sarà un filo d’erba sulla terra, ce ne sarà uno finto sul palcoscenico”.
nico manghisi

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