MICHELE VITERBO nasce a Castellana Grotte (Bari) l’8 ottobre 1890.
La carriera giornalistica (1905-1973)
All’età di 15 anni inizia a collaborare come corrispondente da Castellana con il Corriere delle Puglie, giornale per il quale, l’anno successivo, scrive i primi articoli, ottenendo dopo appena due mesi la prima pagina. Nel 1909 fonda, con Alfredo Violante, la rivista Puglia Giovane. Nel 1911 fa rappresentare una commedia in tre atti, “La moglie del prefetto”, che è una satira sui sistemi politici ed elettorali del tempo.



Dalla stessa data è assiduo collaboratore del settimanale Humanitas, che era diffuso in tutta Italia, diretto da Piero Delfino Pesce, nonché della “Pagina Meridionale” del Giornale d’Italia, in cui prende contatto dialettico con Gaetano Salvemini con articoli di argomento scolastico. Napoleone Colajanni e Salvemini approvano la sua cooperazione rispettivamente sulla Rivista Popolare, che esce a Napoli, e su L’Unità, che si pubblica a Firenze. Nello stesso periodo collabora con Il Mattino di Matilde Serao, con La Vita di Roma e scrive anche su Il Mondo di Giovanni Amendola, sulla rivista Critica Politica di Oliviero Zuccarini e su La Voce di Firenze, fondata da Giuseppe Prezzolini.
Opuscoli del periodo 1908-1915
Durante la prima guerra mondiale è decorato con la Croce di guerra e, alla fine del conflitto, viene chiamato a Roma a far parte dell’Istituto Storiografico di Stato Maggiore, in collaborazione con Giovanni Borelli, Giuseppe Prezzolini, Giovanni Marchi e altri studiosi e pubblicisti. Qui conosce il Maresciallo d’Italia Armando Diaz, con il quale ha una breve corrispondenza, come ricorda nei due volumi postumi: “Dagli ultimi re borbonici alla caduta del fascismo e Diario 1943-1945”.
Monografie del periodo 1913-1924
Michele Viterbo, come è stato accennato all’inizio, collabora con il Corriere delle Puglie – che diventerà poi La Gazzetta del Mezzogiorno – dall’ottobre 1905 al luglio 1943 e, successivamente, con lo pseudonimo di “Peucezio”, dall’agosto del 1950 in poi, scrivendo oltre 1.500 articoli (l’inventariazione è ancora in corso) soprattutto di carattere storico ed economico-sociale. Dal 1925 al 1931, per conto della Gazzetta e della Camera di Commercio Italo-Orientale, cura con Sante Cosentino la pagina de La Gazzetta di Puglia intitolata “Le Vie dell’Oriente” con articoli di carattere economico-statistico-commerciale e, dal 1926 al 1939, si occupa anche della Gazeta Shqipëtare, edizione albanese del quotidiano di Bari, con scritti che sostengono e incoraggiano gli scambi commerciali con i Paesi balcanici e dell’Oriente mediterraneo.

Dal novembre 1933 al marzo 1940, sarà presidente del Consiglio di Amministrazione de La Gazzetta del Mezzogiorno.
Opere del periodo 1934-2011
L’opera di Michele Viterbo nelle Istituzioni (1923-1943)
Alla fine del 1923 Michele Viterbo fonda l’Ente Pugliese di Cultura Popolare che dirige sino al 1943. L’Ente realizza, soprattutto nelle zone più disagiate della Puglia e della Basilicata, scuole rurali, serali, materne, professionali per artigiani e operai, contribuendo in modo determinante alla lotta contro l’analfabetismo e alla qualificazione dei lavoratori. Per i risultati conseguiti, il Ministero della Pubblica Istruzione conferisce nel 1927 a Michele Viterbo, che era già stato insignito di una medaglia d’argento dello stesso Ministero, la medaglia d’oro di prima classe quale “benemerito della Scuola e della elevazione del popolo” e assegna all’Ente Pugliese la Stella d’oro al merito della Scuola indicandolo quale esempio in tutta Italia. Una seconda medaglia d’oro sarà conferita dal Ministero della Pubblica Istruzione a Michele Viterbo nel giugno 1966, quale benemerito della Scuola, della Cultura e dell’Arte.




Nel gennaio 1924 si costituisce la Camera di Commercio Italo-Orientale, di cui Viterbo cura sin dall’inizio l’organizzazione ed è prima Segretario generale, poi Direttore generale e, dal 1929 al 1943, Presidente. Tre anni dopo la sua costituzione, l’Ente camerale ottiene la promozione a Ente morale e giuridico, divenendo la prima Camera di Commercio mista di tutta Italia. L’Istituto avvia l’esportazione di prodotti, l’insegnamento delle lingue, la conoscenza dei mercati orientali e dell’Est europeo, apre sue filiali all’Estero (in Finlandia, India e Giappone) e prelude all’istituzione della Fiera del Levante, di cui Viterbo predispone lo statuto. Nel maggio 1925 viene iscritto d’ufficio al Partito nazionale fascista dalla sezione di Castellana Grotte.

È nominato dal 1927 regio Commissario e poi, dal 1929 al 1931, Preside della Provincia di Bari. Dal 1935 all’aprile 1943 ricopre la carica di Podestà di Bari. A questi anni sono legate le maggiori realizzazioni: Università, Fiera del Levante, Pinacoteca Provinciale, Campo di aviazione di Palese, apertura di molti tratti stradali, restauro di antichi monumenti, tra cui Castel del Monte, ecc. Matteo Fantasia definisce questo periodo, “l’età d’oro della Provincia e della città di Bari”.
Alla caduta del fascismo anch’egli è sottoposto a severo esame, il cui esito mette in risalto la sua dirittura morale e la correttezza della sua gestione. Dal 1952 al 1960 viene eletto Consigliere provinciale nel Collegio di Castellana-Putignano-Noci.
Tra i più anziani soci della Società di Storia Patria per la Puglia, ne ricopre la carica di Presidente dal 1927 al 1931 e quella di vice presidente negli ultimi anni. Dal luglio 1954, sino alla fine, è Presidente del Comitato di Bari dell’Istituto per la storia del Risorgimento italiano. Sotto la sua guida si svolgono importanti convegni, che portano in Puglia studiosi da ogni parte d’Italia, stimolando le ricerche storiche sul periodo risorgimentale.
Tra gli ultimi convegni si ricorda quello tenutosi a Bari nell’ottobre 1966, su “Terra di Bari e la Puglia all’aurora del Risorgimento (1794-1799)”. Gli apprezzamenti espressi, non soltanto nella relazione conclusiva, dal Presidente nazionale dell’Istituto, lo storico Alberto M. Ghisalberti, bene esprimono il lusinghiero esito di quella rievocazione. Al ponderoso volume degli Atti, edito da Laterza nel 1970, Michele Viterbo contribuisce con il saggio Il 1799 a Bari e in Puglia, che viene in seguito anche pubblicato separatamente, sempre da Laterza.
Michele Viterbo muore a Bari il 13 aprile 1973.
Opere postume
Dopo la sua scomparsa sono stati pubblicati nel 1987 dalla figlia Silvia tre volumi, interpretati dalla stessa con metodo e rigore scientifico, dal titolo Castellana, la contea di Conversano e l’Abazia di San Benedetto. Successivamente, a cura di Nicola Viterbo, figlio dell’Autore, sono stati dati alle stampe, nel 2006, Dagli ultimi re borbonici alla caduta del fascismo, e, nel 2013, Diario 1943-1945. Il volume, che secondo il desiderio dell’Autore ora reca il titolo Diario di un italiano che non va d’accordo con nessuno, è reperibile e gratuitamente scaricabile dal sito micheleviterbo-peucezio.it.
Notizie sul Fondo Archivistico e sulla Raccolta bibliografica
L’archivio – dichiarato nel 1990 di “notevole interesse storico” dalla Soprintendenza Archivistica per la Puglia – è stato acquisito nel 2014 a titolo di donazione, insieme ad oltre seicento tra volumi e opuscoli, dall’Archivio di Stato di Bari. Nello stesso 2014 più di quattrocento tra volumi e opuscoli sono stati donati alla Biblioteca Nazionale di Bari.
Ulteriore documentazione (libri, riviste, giornali) è custodita nel fondo “Michele Viterbo” presso la Teca del Mediterraneo – Biblioteca del Consiglio regionale di Bari – Istituto pugliese per la storia dell’antifascismo e dell’Italia contemporanea.
03 DICEMBRE 2021 – Michele Viterbo – Scoperta la targa commemorativa
Da questa mattina una targa dedicata a Michele Viterbo (1890-1973) ricorda le sue “qualità politiche, culturali e morali ed intellettuali e alle future generazioni il suo impegno per la realizzazione dell’edificio scolastico di viale Aldo Moro”.
Proprio in corrispondenza del plesso “S.N. De Bellis” questa mattina si è svolta la cerimonia di scoprimento della targa raffigurante l’illustre antenato castellanese. Un’iniziativa promossa dal Comune di Castellana-Grotte e dal Circolo Pivot in occasione del 131° anniversario della sua nascita, per ricordare uno dei suoi lasciti più preziosi alla città: una raccolta fondi da lui capeggiata ed incoraggiata permise la costruzione dell’edificio scolastico che oggi ospita le classi della Scuola secondaria di primo grado “De Bellis”.

Ma il suo impegno per l’istruzione fu ampio e variegato, si deve a lui – tramite l’Ente Pugliese di cultura Popolare e di Educazione professionale – anche la nascita delle scuole rurali come quella in contrada Genna e della scuola di Arti e Mestieri attiva a Castellana fino agli anni ‘60.
A scoprire la targa, il sindaco Francesco De Ruvo e Nicola Viterbo, figlio dell’illustre castellanese.

Presenti alla cerimonia anche una rappresentanza delle massime autorità civili cittadine, la senatrice Patty L’Abbate, il consigliere regionale Fabiano Amati, il presidente del Circolo Pivot Federico Simone e il dirigente scolastico dell’I.C. “Angiulli-De Bellis” Gerardo Magro, con una delegazione di alunni.
Nel suo saluto, il primo cittadino di Castellana-Grotte ha ricordato il grande attivismo di Viterbo: “Giornalista, scrittore, storico meridionalista, uomo politico di elevate qualità morali e intellettuali che ha fatto tanto per Castellana e per il quale come amministratore di questa comunità sento un debito di riconoscenza”.
Infine, il sindaco De Ruvo ha invitato i presenti e tutta la città “a prendere esempio da Michele Viterbo, dal suo fare continuo, dalla sua voglia di coinvolgere e riuscire dove altri nemmeno tentavano. Non facciamoci frenare dalle paure, – ha concluso il Sindaco – specie in questo momento di grande incertezza dovuto anche-ma non solo- all’emergenza sanitaria, e dimostriamo di continuare a lavorare, con costanza, determinazione e coesione, per far crescere la nostra comunità”.
A tracciare un ritratto di Michele Viterbo e del suo grande attivismo per Castellana ma anche per tutta la provincia di Bari è stato il Consigliere Regionale, Fabiano Amati, che citando Viterbo ha ricordato l’importanza del fare, del lasciare un’eredità di opere al territorio. Così come da Viterbo dimostrato nella sua ampia e vasta attività da politico ed amministratore pubblico. Grazie alla sua azione sono nati, infatti, la Fiera del Levante, l’Università degli Studi, la Pinacoteca Provinciale, l’Aeroporto di Palese, il Policlinico, lo Stadio della Vittoria, la Camera di Commercio e tante tante altre opere e iniziative.
Quel periodo fu chiamato, non a caso, “l’età d’oro della Provincia e della città di Bari”. Infine, il consigliere Amati ha donato alla scuola una ormai introvabile e quindi molto rara edizione di un libro edito nel 1954 che narra le vicende del progetto che portò l’acqua del Sele a Castellana Grotte e nei comuni di tutto il sud barese. Michele Viterbo, a capo di un comitato composto da castellanesi e rappresentanti dei comuni limitrofi, riuscì, infatti, ad ottenere una variante al progetto originario che consentì l’arrivo dell’acqua a Castellana e nel 1924 fu inaugurata quindi la prima fontana pubblica, ancora presente in piazza Saverio De Bellis.














