Di Raffaele Viviani

Personaggi ed interpreti
ASSUNTA, cameriera TONIA DIAMORE
VINCENZO, cameriere GIUSEPPE PESOLE
DIRETTORE del Grand Hotel NICOLA D’ECCELESIIS
RAFFAELE CONTE, Pimbroglione DINO LORIZIO
TONINO, suo figlio FRANCESCO MASTROSIMINI
GENNARO, inserviente NICOLA PAGANO
LUCIA, fidanzata di Tonino GIUSY FRALLONARDO
ROSINA, mogílie di Peppino CARMELA ANDRESINI
PEPPINO PIZZUTILO, industriale FRANCO VINELLA
ELISA, cameriera ANGELA ANTONACCI
DOMENICO, operaio del pastificio PIERO IVONE
CICCIO RAMERA, capo-operaio pastificio VINCENZO MONTARULI
GIACOMO, operaio del pastificio VINCENZO ANDRESINI
MARGHERITA, commara dei Pizzutilo MARIA SGOBBA
FRANCESCO, segretario del mago RAFFAELE RAMIRRA
GIOVANNI, collaboratore del mago VANNI LORIZIO
NASELLI RITA, cliente del mago TINA GIANCOLA
regia di Nico Manghisi
Scenografia: Gruppo Tecnico Ass. Filodrammatica
Costumi: MARIA LANZILOTTA, CARMELA ANDRESINI, ANNA RONCONE
Trucco: CRISTINA DI MOLA
Acconciature: VINCENZO ANDRESINI
Elettricista: TONINO NANNA
Organizzazione generale: PAOLO SILVESTRI, TONINO CONTENTO, PINO MASTROSIMINI
Leggere VIVIANI e decidere di rappresentare una sua commedia è stato un tutt’uno. Le sue opere, infatti, catturano immediatamente la fantasia e l’interesse per la trama, stupiscono per l’estrema efficacia del dialogo sempre essenziale ed ispirato, affascinano per il vigore e lo spessore dei personaggi sempre veri, credibili, vivi. Il sorriso appare frequentemente sulle labbra del lettore per le originalissime situazioni e, più spesso, per la battuta, secca ed improvvisa, che illumina e dà sapore ad ogni scena. Ma non per questo (come purtroppo accade anche per Eduardo) è lecito considerare Viviani un autore comico. Egli sviluppò la vena» macchiettistica con spunti apparentemente umoristici, ma che avevano un fondo violentemente drammatico ed espressivo dove l’animo popolare si mette a nudo: nei suoi dolori, nelle sue gioie e nella sua fervida saggezza, e sotto questo aspetto la produzione eduardiana gli deve molto!
La commedia ”L’lMBROGLIONE ONESTO”, del 1932,epoca in cui Viviani era al massimo della sua maturità artistica sia di autore che di interprete, le imperniata sul personaggio di Raffaele Conte e sui tanti trucchi, imbrogli ed espedienti escogitati nel tentativo di combinare un ricco matrimonio per il figlio e rimediare con esso al proprio disperato problema del… mezzogiorno!
Ma la vera bellezza dell’opera è nella statura del personaggio, capace di essere astuto, bugiardo, mistificatore, commediante ed al contempo, e pur sempre, UOMO, autentico, nella testa e nel cuore, capace di amare e soffrire davvero, di vincere e di perdere, e di perdonare…
Ho fatto di tutto perché il pur necessario adattamento non modificasse, al di là dei fonemi, l’originaria struttura dei dialoghi, perché rimanessero nitidi i colori ed intatto (per dirla con Bragaglia) del “sapore di basilico e pomodoro, di rosmarino e d’origano” che pervade e si avverte in tutta l’opera, vero gioiello del teatro popolare partenopeo.
A Voi amici carissimi, forza e conforto del nostro impegno, auguriamo buon divertimento, e… scusateci per il ritardo!
nico manghisi
