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L’erba del vicino…

Liberamente tratto da “Tailleur pour dames” di G. Feydeau

Personaggi ed interpreti

MEMENA, cameriera MARIGRA CASULLI
STEFANO, infermiere tuttofare FRANCHINO MANGHISI
ANGELA, la moglie del dottore ANGELA ANTONACCI
ANDREA, il dottore DINO LORIZIO
ORONZO, rag. un po”… in pensione! FRANCO VINELLA
AGATA, la suocera del dottore CARMELA ANDRESINI
MARIANNA, ”amica” del dottore MARGHERITA PALMISANO
COSIMO, massaro, marito di Marianna RAFFAELE RAMIRRA
VANNA, interpreta se stessa VANNA DE MICHELE
TONIA, anche lei TONIA MASTRONARDI
ROSINA, a cummor d”u massor MARIA SGOBBA
PETILLI, uno strano algerino TONIO LOGLISCI

regia di Nico Manghisi

Scenografia: DOMENICO MANGHISI, LINO NACHIRA
Tecnici della scena
: ANTONELLO SONNANTE
Costumi: MARIA LANZILOTTA, CARMELA ANDRESINI
Trucco: CRISTINA DI MOLA
Acconciature: VINCENZO ANDRESINI
Organizzazione generale: P. SILVESTRI, C. DE BELLIS, T. CONTENTO

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Il teatro comico francese, dagli anni della grande Rivoluzione fino ai primi del ”900, ebbe nel vaudeville (da ”voix de ville” cioè voci di città) il suo genere più rappresentativo, e nel THEATRE DU VAUDEVILLE il suo-tempio destinato alla rappresentazione di commedie popolari gaie e spensierate. Questo genere si caratterizzò come teatro di maschere e di costume, si rifece, nei fatti e non per erudito artificio, al teatro latino e trovò in Labiche un piccolo Plauto prima di conoscere, con Feydeau, il vertice delle sue possibilità espressive le la nobiltà culturale. Elementi di identità del vaudeville sono il doppio senso e l’equivoco, il gusto del paradosso e dell’assurdo, il disprezzo per le sottigliezze psicologiche, una visione libertina della vita e della realtà. Il matrimonio, l’adulterio, le passioni più frivole sono i temi preferiti e vissuti, nel gioco teatrale, da un popolo di gaudenti e superficiali, in una girandola di complicati intrecci e trovate comiche.
“Tailleur pour dames” è una pièce godibilissima, molto ben costruita e brillante; dopo la prima lettura, divertito ed attratto da una trama dai meccanismi precisi e perfetti, ero già all’opera
per l’adattamento, e così è nato il testo che Vi presentiamo:
“L”ERBA DEL VICINO…” (e sempre più verde!). Un (mezzo) proverbio per titolo (come faceva Novelli) per dire a chiare lettere che si tratta di una storia di mogli e mariti non proprio… fedeli! Ho cambiato il titolo della commedia e ne ho assunta la paternità non in preda ad eccessi di immodestia, ma perché, dopo aver
ultimato il lavoro di adattamento, ho notato che, in realtà, dell’opera originaria era rimasto solo l`intreccio: i personaggi di Feydeau, maschere stereotipate della borghesia dei suoi tempi, erano divenuti ormai castellanesi per nascita, linguaggio e mentalità; alcuni bozzetti e personaggi (Vanna, Tonia, Petillì…) inesistenti nell’originale, avevano preso vita e forma nella mia mente durante la rielaborazione della sceneggiatura; i dialoghi, non semplicemente ‘tradotti’ ma ricostruiti ex-novo, avevano assunto evoluzioni e sonorità decisamente paesane e create su misura per gli interpreti ai quali erano già state destinate. Tutto ciò non per il gusto, o la presunzione, di saper manomettere, ma solo nell’intento di trarre da una bella commedia brillante (se vogliamo un po’ lontana, per linguaggio, dai gusti del pubblico) un canovaccio per l’istintiva e ruspante comicità dei nostri interpreti. Se il risultato sarà all’altezza delle intenzioni lo deciderete Voi. Ma con indulgenza… mi raccomando!

nico manghisi

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