Nel marzo del 1992 andammo in scena con una ripresa della commedia “Non ti pago” di Eduardo, debuttanti Annalisa Castro e Rosalia Fanizzi. Nel dicembre dello stesso anno proponemmo ancora un’opera di Eduardo scritta dal Maestro nel periodo in cui, abbandonata quasi del tutto la drammaturgia a sfondo umoristico, orientò il Suo impegno per un teatro dai contenuti etico-sociali molto prossimi alle essenze del neo-realismo, in linea, quindi, con le tendenze letterarie ed artistiche dell’epoca. Con “Mia famiglia” non solo offrimmo al pubblico una coinvolgente storia di vicende e drammi familiari, ma cercammo anche di sottolineare il concetto che il teatro non è solo comicità ma soprattutto generosa fonte di emozioni di ogni genere. Larga parte del pubblico apprezzò la nostra scelta ripagando appieno il grande impegno e l’entusiasmo con i quali affrontammo questa prova che vide al debutto Antonio Lanera, Marialisa Loliva, Rosa Curci ed Ernesto Marletta.

Appena calato il sipario su questo spettacolo si mise mano al programma per il mese di aprile del nuovo anno, quello del decennale, il 1993. Da diverso tempo sognavo di organizzare a Castellana una rassegna teatrale alla quale invitare altre Compagnie di prestigio sia per ampliare l’offerta al pubblico con spettacoli di elevata valenza artistica e sia per allargare i nostri orizzonti verso il variegato mondo del teatro amatoriale italiano. Per festeggiare il decimo compleanno della Filodrammatica nacque così il progetto “Teatro di primavera”, una mini-Rassegna, quasi una prova che preluse a quella che sarebbe poi diventato, l’anno seguente, il Festival nazionale di teatro “Stalattite d’oro”.
Invitammo la Compagnia “Il teatro dei Viandanti” di Alatri (FR) che portò in scena “Non ti conosco più” di Aldo De Benedetti per la regia di Sandro Morato e la Compagnia “Teatro popolare salernitano” diretta da Alessandro Nisivoccia con “Filumena Marturano” in una superba interpretazione di Regina Senatore. La rassegna si concluse con il nostro spettacolo “L’aria del nord” spassosa commedia in vernacolo tratta da “L’aria del continente” del siciliano Nino Martoglio con i debuttanti Mauro Salviola e Mirella Mastronardi la quale, con questo spettacolo, dette l’avvio ad un percorso che l’avrebbe portata ad una luminosa carriera di attrice professionista. La celebrazione del decennale, nella sua giornata conclusiva, cominciò con un Convegno sul teatro amatoriale al quale presero parte, in qualità di relatori, oltre al sottoscritto, i due registi Sandro Morato e Alessandro Nisivoccia, lo scrittore Raffaele Nigro, l’attore-regista Vito Signorile, l’Assessore provinciale Franco Mazzarisi, il Sindaco Vincenzo Recchia e la Signora Eva Franchi, Direttore artistico del “Festival d’arte drammatica di Pesaro”.
Concludemmo infine, in serata, con una bella festa presso l’Hotel Gemini 2 alla quale parteciparono gli attori, i Soci, i loro familiari, le Compagnie ospiti e le Autorità locali. Non mancarono intermezzi musicali, estemporanei momenti teatrali e sketch comici. Furono consegnati premi e riconoscimenti agli attori ed ai tecnici che negli anni si erano avvicendati. Voglio ricordare questi ultimi e sottolineare la preziosità del loro impegno per l’allestimento dei nostri spettacoli, citando quelli che, nel tempo, dettero la loro disponibilità con maggiore continuità: Annibale Magno, Raffaele Ramirra, Tonio Nanna, Arch. Domenico Manghisi, Lino Nachira e Antonello Sonnante per le scenografie, Maria Lanzilotta, Rosanna De Fonte e Anna Roncone per i costumi, Cristina Di Mola per il trucco, Vincenzo Andresini per le acconciature.
Nel mese di gennaio dell’anno successivo andammo in scena con uno spettacolo costituito da tre atti unici: “O mese mariano”, delicato dramma di Salvatore Di Giacomo soffuso di intima e delicata spiritualità, “Pupo prende il purgante”, un gustoso vaudeville di Georges Feydeau ed infine “Il dono di Natale” di Eduardo. Al debutto Arianna D’Elia, Nico Pascale, Ilaria Chiantera ed il mio figlioccio Vito Bianco che all’epoca aveva sette anni.
Il tempo di un respiro ed eravamo già al lavoro per dare finalmente forma e contenuto, per il mese di maggio, al tanto vagheggiato 1° Festival nazionale di teatro “Stalattite d’oro” che, grazie al concreto sostegno della Cassa Rurale ed Artigiana di Castellana ed in collaborazione con la So.C.R.A. era stato già messo in cantiere l’anno precedente. Cinque gli spettacoli in concorso, numero compatibile con il budget a disposizione, per un cartellone così composto: Gruppo teatrale “L’Officina” di Raffadali (AG) con “Il berretto a sonagli” di Pirandello nella versione in dialetto siciliano (“A birritta cu i ciancianeddi”), Accademia teatrale “Campogalliani” di Mantova con “La festa delle donne” di Aristofane, il “Teatro dei Viandanti” di Alatri (FR) con la “Trilogia” di Cechov, “Estravagario Teatro” di Verona con il musical “Una volta nella vita” di Kauffman&Hart, “Il Piccolo teatro al Borgo” di Salerno con “Il prurito del settimo anno” di Mimmo Venditti. Il compito della Giuria, presieduta dallo scrittore Raffaele Nigro e formata dal regista Vito Signorile, dal critico teatrale Pasquale Bellini, dal Prof. Luigi Coletta e dal sottoscritto, fu particolarmente arduo perché i valori artistici degli spettacoli furono decisamente alti. Nella serata conclusiva, durante la quale la Filodrammatica replicò “Pupo prende il purgante”, furono consegnati i vari premi. Il Premio Migliore Spettacolo fu aggiudicato al Gruppo Estravagario Teatro al quale fu consegnato il trofeo consistente in una bellissima scultura raffigurante una stalattite dorata all’interno di una grotta.
Nel luglio successivo, il nostro atto unico “Pupo prende il purgante” fu selezionato e partecipò alla Rassegna “Teatro d’estate” di Alatri (FR).
L’annata, particolarmente densa di avvenimenti, si concluse in dicembre con la ripresa di “Natale in casa Cupiello” per ricordare Eduardo nel decennale della Sua scomparsa. Prima volta sulla scena per Pino Mastrosimini e debutto in Filodrammatica per il sedicenne Claudio Pinto del quale ho detto nella puntata precedente.
