Un Decreto Ministeriale del dicembre 2009 stabilì che il 27 marzo di ogni anno sarebbe stata celebrata anche in Italia la “Giornata mondiale del Teatro”, iniziativa promossa a Vienna nel 1961 dall’Istituto Internazionale del Teatro su impulso dell’Unesco. Ogni anno una personalità di spicco nel panorama culturale mondiale è invitata a riassumere in un breve scritto le sue riflessioni sul tema del teatro e della pace tra i popoli. Questo Messaggio Internazionale, tradotto in una ventina di lingue, viene letto davanti a centinaia di migliaia di spettatori prima della rappresentazione della serata del 27 marzo nei Teatri del mondo intero, stampato su centinaia di quotidiani e diffuso da radio e televisione nei cinque continenti.
Non poteva la Filodrammatica non uniformarsi e non condividere tale iniziativa, pertanto il 27 marzo del 2010 fu celebrata nel Teatro So.C.R.A.Te. la nostra prima GMT. Sul palco alcune nostre attrici e, ospite qualificata e gradita, l’attrice-regista Paola Martelli, Docente dei nostri Laboratori teatrali. Da quella data in poi, ogni anno, l’incontro con il pubblico ed il collegamento virtuale con tutti i Teatri del mondo per tale celebrazione vennero puntualmente rispettati.

Nel 2009, e per i cinque anni successivi, mi fu affidato dalla Amministrazione comunale il compito di presiedere ed organizzare la Rassegna nazionale di teatro scolastico “Maria Boccardi-Speranze giovani” giunta alla sua ventesima edizione. Con entusiasmo, passione e impegno facemmo del nostro meglio per rivitalizzare questa manifestazione e fare della Rassegna un momento di teatro e spettacolo in uno con momenti di socializzazione e iniziative a valenza didattica. La collaborazione con l’Unicef fu un ulteriore valore aggiunto così come la partecipazione di alcune scolaresche provenienti da altre nazioni europee.
Tante le scuole partecipanti e tanti gli ospiti illustri tra i quali ricordo l’attrice Daniela Poggi, i giocolieri Fratelli Al, il famoso commediografo Luigi Lunari, l’attrice Paola Tiziana Cruciani, l’attore-regista Vito Signorile, l’attrice Giusy Frallonardo, che fu anche conduttrice della manifestazione per alcune edizioni, ed altri esponenti della cultura teatrale locale e nazionale.
Torniamo al racconto degli spettacoli teatrali. Era da tempo che accarezzavo il sogno di mettere in scena una operetta, un genere teatrale mai tramontato e che trae le sue origini dal melodramma, più in particolare dalla cosiddetta opera buffa. La mia scelta cadde sulla famosissima “AL CAVALLINO BIANCO”, un testo che, richiamando e ammiccando chiaramente alla goldoniana “Locandiera”, ruota intorno a tre storie d’amore complicate da gelosie ed incomprensioni immancabilmente a lieto fine, esse sono poi il movente per inanellare una serie di stupende melodie, di festose composizioni musicali di Autori vari (che comunque nei titoli sono unitariamente attribuite a Ralph Benatzky), e poi di allegre danze e coreografie di grande effetto. Com’è prassi di ogni operetta non mancano le caratterizzazioni fortemente comiche, ed il tutto è costruito per trasferire al pubblico quel pizzico di spensieratezza e gioia di vivere di cui è permeata ogni battuta del giocoso copione.
Maria Serena Ivone fu perfetta nel ruolo della protagonista, Mario Lasorella confermò le sue già note qualità di attore nel ruolo del co-protagonista, in grande spolvero Luciano Magno e ben in parte David Romanazzi, Giulia Pagano, Raffaele De Leonardis, Angelo Barone e i debuttanti Gregorio Saracino, Marezia Cazzolla e Saverio Veccaro, costumi di Charming, coreografie e balletto della Accademia della Danza e dello Spettacolo di Antonella e Sandra Sacchetti, scenografie e regia del sottoscritto. I canti furono eseguiti dal vivo e accompagnati da una piccola formazione orchestrale formata da Andrea Campanella, clarinetto, Francesca Lippolis, violoncello, Daniela Giglio, flauto, Basilio Grande, violino II, Angela Pascale, pianoforte, Roberto Rizzi, violino I, Santostasi Cecilia, viola, Vito Spinosa, sassofono: gli arrangiamenti musicali furono curati dal noto musicista concittadino M° Giovanni Farina.
Lo spettacolo andò in scena nell’aprile del 2012, favorevolmente accolto dal pubblico e ancora una volta selezionato per alcune importanti manifestazioni tra le quali scegliemmo il Festival nazionale “A. Perugini” di Macerata. Fu un momento di grande emozione quando, alla fine dello spettacolo, il pubblico maceratese, notoriamente di gusti raffinati, era in piedi e, battendo ritmicamente le mani, cantava il brano leitmotiv dell’operetta all’unisono con gli attori schierati sul proscenio per i saluti finali.
“SE DEVI DIRE UNA BUGIA DILLA GROSSA” è una farsa moderna di Ray Cooney adattata in italiano da Jaja Fiastri e ambientata in un albergo di lusso, dove il gioco delle porte ha facile presa, e dove l’incalzare della trama, densa di equivoci e colpi di scena sempre più fitti, rende la vicenda ricca di situazioni paradossali che inducono il pubblico ad una incontenibile ilarità.
Cooney ha scritto questa farsa usando tutti i trucchi, i colpi di scena, le gag, gli equivoci, i battibecchi, i rossori, gli spaventi, gli armadi, i letti e le vestaglie del teatro nato per far ridere partendo da un movente antico come l’uomo e come l’uomo sempre attuale: il sesso. Ricordo bene le prove di questa commedia, che portammo in scena al So.C.R.A.Te. nell’aprile del 2013, perché si svolsero in un clima di grande allegria sia per il testo in sé che induceva facilmente allo scherzo e ad allegre divagazioni, sia per l’affiatamento e lo stato di grazia di un cast giovane ed a proprio agio nei vari ruoli. Accanto ai protagonisti Maria Serena Ivone e Mario Lasorella ci fu la conferma della bravura di Gregorio Saracino, Marezia Cazzolla, Antonietta Pascale, Raffaele De Leonardis e l’ottimo inserimento dei debuttanti Mariangela Calcagnini, Marianna Acquaviva, Valeria Marzano e Bruno Verdegiglio.
Il gradimento del pubblico fu mosso dall’entusiasmo di tutti loro, dalla loro grande energia e vivacità e dall’ottima interpretazione di un testo brillante e molto divertente; i ritmi incalzanti ed i tempi comici resi con buona puntualità ed accuratezza fecero il resto.
Con la regia di questo ultimo spettacolo si concluse la mia esperienza con la Filodrammatica, un viaggio che per trent’anni ho condiviso con tanti amici, collaboratori e dirigenti che porterò sempre nel cuore e nella mente. Si concludono quindi le mie cronache, scarne e sincere, prive di rimpianti e ricche di nostalgie, sgorgate da un cuore che in trent’anni ha palpitato per una passione vissuta senza risparmio, alla continua ricerca di traguardi nuovi e sempre più prestigiosi. Altri hanno ora il compito di continuare il racconto, un racconto che spero non finisca mai, il racconto di un teatro che possa esprimersi nuovamente nella sua casa naturale, un Teatro come lo è stato il So.C.R.A.Te. Perché “Il teatro non può morire. Forma della vita stessa, tutti ne siamo attori; e aboliti o abbandonati i Teatri, esso seguiterebbe nella vita, insopprimibile.” (Pirandello)
