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Parte sedicesima: una ulteriore pièce

A questa domanda rispondo dopo cinque anni. Ebbene… il lupo perde il pelo ma non il vizio. Ed ecco allora una ulteriore pièce con la mia regia. Sarà questa l’ultima? Penso proprio di sì…

Un Prefetto, titolare di una sede di scarso prestigio, preoccupato per l’esito delle imminenti elezioni che, se non concluse con esiti positivi, potrebbero significare la fine ingloriosa della propria carriera; la sua giovane ed avvenente consorte che sogna una vita più agiata e più brillante in una grande città che le faccia conoscere il bel mondo; un giovane nobiluomo di lei perdutamente invaghito e pronto a rinunciare, in cambio del suo amore, ai sani principi nei quali ha sempre creduto. Trama e personaggi che farebbero pensare ad un vaudeville partorito dalla penna di Feydeau o di Labiche. Ed invece sono i personaggi principali della commedia “LA MOGLIE DEL PREFETTO” scritta dal nostro illustre concittadino Michele Viterbo (nella foto qui accanto) nel 1909.

Altri nove personaggi, ben caratterizzati e funzionali all’azione scIl manoscritto dell’opera mi era stato affidato tempo addietro dal figlio dell’Autore, Dott. Nicola, perché ne curassi la rielaborazione e relativa messa in scena in una versione che rievocasse quella, unica, rappresentata nel lontano 1911 nel Teatro Comunale di Castellana da una Compagnia di Taranto e della quale riporto, qui accanto, la locandinaenica, aggiunsero vivacità e sprazzi di umorismo allo spettacolo che fu rappresentato il 6 aprile 2024 nella Sala Museo delle Grotte di Castellana.

Il manoscritto dell’opera mi era stato affidato tempo addietro dal figlio dell’Autore, Dott. Nicola, perché ne curassi la rielaborazione e relativa messa in scena in una versione che rievocasse quella, unica, rappresentata nel lontano 1911 nel Teatro Comunale di Castellana da una Compagnia di Taranto e della quale riporto, qui accanto, la locandina.

Nella foto qui sotto il Dott. Nicola Viterbo saluta il pubblico dopo lo spettacolo.

Come avrebbe mai potuto, Michele Viterbo, immaginare che quel dodicenne ragazzino, al quale porgeva una borsa di studio nell’anno scolastico 1959, avrebbe messo in scena sessantacinque anni dopo la Sua commedia… né avrebbe mai potuto, quel dodicenne ragazzino, minimamente immaginare che…

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