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La calunnia

da”the children’s hour” di Lillian Hellman
adattamento e regia Nico Manghisi

Personaggi ed interpreti

Martha Dobie insegnante ELVIRA SPARTANO
Karen Wright insegnante MARIA SERENA IVONE
Joe Cardin fidanzato di Karen RAFFAELE DE LEONARDIS
Lily Norton zia di Martha DANIELA CIRIACI
Amelia Tilford mamma di Deborah TERESA TACCONE
Deborah Tilford studentessa GIULIA PAGANO
Rosalie Wells collega di Deborah DEBORA SIMONE
Mr Burton padre di una allieva LUCIANO MAGNO
Garzone LUCIANO MAGNO

regia di Nico Manghisi


realizzazione scenografica DENI BIANCO
tecnico audio FABIO NITTI
tecnico luci DAVID ROMANAZZI
acconciature FRONTERA PARRUCCHIERI
Direzione di scena e costumi NINì INZUCCHI
organizzazione generale DIRETTIVO FILODRAMMATICA

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America, primi anni ’60. Karen e Martha sono due insegnanti che dirigono una scuola privata femminile che va molto bene, Karen prepara le nozze con il suo promesso sposo Joe, il dottore locale e tutto sembra scorrere per il meglio fino a quando la loro vita viene distrutta dalla calunnia di una studentessa, Deborah, la quale, dopo essere stata punita, mette in giro la voce che il rapporto tra le due amiche è più profondo di quel che possa sembrare, e soprattutto di natura che va oltre la semplice amicizia. Scoppia lo scandalo e i genitori ritirano le loro figlie dalla scuola. Si fa cenno, nella pièce, di un processo che, governato dal pregiudizio, peggiora ancor più la posizione delle due insegnanti lasciandole nella più profonda disperazione non solo per i progetti andati in fumo ma soprattutto per le ferite profonde portate alla loro dignità. Le due donne cercano di reagire e di affermare la propria innocenza fino a quando, sconfitte dall’ignoranza e dai pregiudizi riassunti nell’atteggiamento ostile della madre di Deborah accecata dal moralismo, cedono ad una rassegnazione inerte quanto disperata. L’epilogo, magistrale per inventiva e scrittura teatrale, è un crescendo che sfocia e culmina in una scena memorabile per intensità emotiva e spessore drammatico.

Il lavoro è un forte atto d’accusa contro il conformismo e il perbenismo sostenuti dal potere distruttivo della calunnia, è una denuncia dei danni che l’intolleranza e l’ignoranza possono provocare, è l’occasione per testimoniare il fatto che i pregiudizi su temi come l’omosessualità resistono nel tempo. Non vi è l’intenzione di sostenere tesi nè dimostrare teoremi, niente moralismi quindi, solo si afferma e si celebra il diritto alla dignità, diritto comune a tutti, ma proprio a tutti, gli esseri umani.

n.m.

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